Sonia, la donna delle Dolomiti di Brenta


Quando, nel 1989, Sonia ha sposato Umberto, non ha sposato solo lui, ma un intero stile di vita. Nel 1973, i suoceri Ettore e Ines avevano costruito il Rifugio La Montanara, sull’Altopiano del Pradel, e con il matrimonio questo è diventato parte centrale della vita di Sonia. “Mi è subito piaciuto, sia il lavoro, che il luogo,” racconta Sonia. “Il panorama mi lascia ancora senza fiato dopo trent’anni. Inoltre, amo poter andare nel bosco e respirare l’aria fresca di montagna quando ho anche solo dieci minuti di pausa.”

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Nel 2002 la famiglia si è allargata, con l’adozione dal Nepal di Nabin e Sangita. Nel 2004 è nata Consuelo. “La nostra vita è rifiorita. Da una coppia siamo diventati una famiglia e questo ci ha motivato ancora di più a portare avanti l’attività e continuare a migliorarci ogni giorno.”

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“La mattina ci alziamo, facciamo colazione, accendiamo i fuochi e prepariamo la colazione per gli ospiti che hanno dormito da noi,” continua Sonia. “Tutto sommato il nostro lavoro non è molto diverso da quello di coloro che hanno un’attività di ristorazione in paese: accogliamo i nostri ospiti in qualsiasi momento della giornata per il pranzo, per la cena, per la pausa caffè. La differenza sta nel lavorare in un posto dove, aprendo le finestre, lo sguardo non si posa su una giungla di cemento, ma sulle cime più maestose delle Dolomiti di Brenta, patrimonio dell’Umanità. E il bosco è a soli dieci passi di distanza.”  

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“Lo apprezzo soprattutto al mattino, quando mi sveglio, e prima di andare a letto. Non importa quanto sia presto o tardi, o quanto faccia freddo, ogni mattina e ogni sera mi prendo cinque minuti per uscire sul terrazzo, respirare a pieni polmoni e ammirare la natura che mi circonda. Il caffè sul balcone appena sveglia, in particolare, è un rito indispensabile per iniziare al meglio la mia giornata.”

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La routine di Umberto, invece, al mattino prevede la discesa in paese: quando c’è tanta neve i suoi mezzi di trasporto sono la motoslitta o il gatto delle nevi. “Tutti i giorni compriamo i prodotti freschi direttamente nelle botteghe, dal pane al latte, dalla verdura alla carne. Nella nostra cucina cerchiamo di utilizzare, nei limiti del possibile, solo prodotti trentini, per valorizzare al meglio le ricette della nostra tradizione.”

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La cura e l’amore per la cucina e l’ospitalità di montagna sono apprezzati da coloro che sostano nel rifugio, che spesso ritornano anno dopo anno per gustare i piatti di Umberto e Nabin. “Mi ricordo di una volta in cui gli impianti di risalita erano chiusi e un cliente salì appositamente a piedi, solo perché voleva una fetta della nostra torta di mandorle e ricotta.”

E a distanza di anni, i bambini che frequentavano la Montanara da piccoli, tornano a trovare Sonia, da adulti, insieme alle loro famiglie: “Mi chiedono se mi ricordo di loro, mi raccontano di quando venivano con i loro genitori e adesso sono sposati e mi presentano i loro figli. E la storia ricomincia.”

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